Desiderare ardentemente l’amore, la giovinezza, la ricchezza. E di fronte alla disperazione di Faust arriva Mefistofele, in una veste da gentiluomo, simpatico e accattivante, con il suo carico di abiti preziosi, denaro, belle donne e tintinnare di bicchieri che brindano e conquista, non solo l’anima del malcapitato, ma anche il cuore del pubblico della Prima del Teatro Massimo di Palermo. Ha debuttato il nuovo allestimento del Faust di Charles Gounod, su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, che sarà in scena fino al 25 marzo, con la regia di Fabio Ceresa e la direzione musicale di Frédéric Chaslin. Orchestra e coro del Teatro Massimo, direttore del coro il maestro Salvatore Punturo.


L’opera e i protagonisti
“L’orgia folle del cuore e dei sensi. Vino o birra, che sia pieno il mio bicchiere, un sorso dopo l’altro, senza vergogna. Oh felicità ineffabile mistero…” che risieda forse essa, alla fine della fiera e di tanto dibattersi, nella divina purezza e nella casta innocenza? Accade però l’inevitabile e la tragica resa dei conti perché “dove brilla l’ardente metallo, Satana guida il ballo”. Un mito quello di Faust che, dall’Ottocento ad ora, non è cambiato tanto. Desiderare di migliorare la propria condizione ad ogni costo. A pagarne il prezzo, ieri come oggi, tante Marguerite, ormai snaturate, pure nel viso per la bramosia e la smania di apparire. E il tutto, secoli prima dell’avvento dei social, moderno diavolo tentatore.


A colpire dello spettacolo è la ricchezza e l’eleganza dei costumi, firmati da Giuseppe Palella, con cappelli, piume, cascate d’oro, paltò e pellicce, e della scena, disegnata dallo scenografo Tiziano Santi e illuminata dal light designer Giuseppe Di Iorio, con dettagli accattivanti come un grosso trenino, in una austera stazione, un gatto che danza, un lampione, grandi orologi e persino un organo a canne.


Il soprano palermitana Federica Guida, Marguerite, incanta con la sua voce, esaltata da una preziosa tunica dorata e di brillanti, una mantella e una maestosa corona con acuminati raggi d’oro. Quello che ha strappato il consenso più sonoro è stato lui, il demonio Méphistophélès, Erwin Schrott, uno dei più grandi e affascinanti bassi internazionali in un ruolo che padroneggia. Nel ruolo di Faust, Ivan Ayón Rivas, uno dei più promettenti giovani tenori di oggi, vincitore del concorso Operalia 2021 e del Premio Abbiati 2022.


Chi c’era alla Prima di Faust al Teatro Massimo
Tra i presenti nel parterre e nel palco d’onore, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, con la moglie Maria Paola Ferro, il sovrintendente del Teatro Massimo, Marco Betta, Federico Ferina, vicepresidente della fondazione Teatro Massimo, Daniele Anselmo, componente del consiglio di indirizzo del Teatro Massimo, Maurizio Carta, assessore all’Urbanistica del Comune di Palermo, con la moglie, l’architetto Alessandra Badami, l’assessore al Bilancio della Regione Siciliana, Alessandro Dagnino, con la moglie, l’avvocato Angela Salamone, Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, con il marito Ignazio Portelli, commissario dello Stato per la Regione Siciliana.


Presente la responsabile del marketing del Teatro Massimo Marida Cassarà, il direttore del corpo di ballo Jean Sebastien Colau, con il marito Davide Spina, la responsabile dell’ufficio stampa Giovannella Brancato, il maestro del coro del Teatro Massimo, Salvatore Punturo, Francesco Zito, coreografo e costumista dal 14 al 20 aprile con il balletto Giselle in Sala Grande, Angela Fodale, la responsabile dell’ Ideazione e cura dei programmi di sala e dei contenuti editoriali della Fondazione Teatro Massimo. Nel palco d’onore Laima Vilimienė, sovrintendente e Arturas Alenskas, Head of production and tour management department della Lithuanian National Opera di Vilnius, la regista Manu Lalli.


E, ancora, il gallerista Francesco Pantaleone con il marito Francesco Giordano, Felice Centineo Cavarretta, Pinella Centineo Cavarretta, Biagio Bruccoleri, l’imprenditore Agostino Randazzo, le signore Loretta di Mino e Silvana Braconi, Gianluca Burgio, docente di progettazione alla Università Kore, l’avvocato Antonio Maniscalco, Valentina Ciprì, Dario Princiotta con uno splendido abito da sera blu notte con un profondo scollo a V, e il melomane Gigi Vinci con una splendida tunica argentata e gioielli coordinati e un bandeau in testa con al centro una margherita, in omaggio al personaggio di Marguerite, che pur tentata dal lusso e dai gioielli riesce, grazie alla sua luminosa anima, a redimersi e salvarsi.


Tra i giornalisti l’ex direttore del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi, Pietro Misuraca di Repubblica Palermo, Sara Patera, critico del Giornale di Sicilia, Valeria Patera, poetessa e drammaturgo, critico di Sipario, la giornalista del Giornale Di Sicilia, Simonetta Trovato, Alessandro Zummo di Opera Libera, Caterina de Simone critico di Opera Click.it, Egle Palazzolo di Mezzocielo, la speaker di Radio In Giovanna Corrao con uno splendido copricapo di piume rosse.